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Il silenzio malato. Storie di recovery in salute mentale
Il libro raccoglie racconti tratti da interviste fatte a pazienti psichiatrici al termine di un periodo di formazione, durante il quale hanno avuto modo di familiarizzare con la narrazione di momenti della loro vita o della loro esperienza di disagio. Sono state selezionate quelle storie che, a detta dei protagonisti, sono testimonianze di percorsi di recovery, un processo di guarigione caratterizzato dalla libera volontà della persona sofferente di determinare i propri bisogni e desideri. I racconti dimostrano come questo approccio alla guarigione consenta a chi soffre di relazionarsi con le persone che lo circondano (familiari, operatori di salute mentale) in termini dialogici nuovi, più propositivi e concertati. Le storie danno conto della complessità che, spesso, si nasconde dietro lo stigma di banali e semplicistiche generalizzazioni, e della profondità di pensiero di chi lotta per risolvere il dilemma universale della sofferenza. -
Venticinque studi sui preplatonici
Dalla matematica all'astronomia, dalla cosmologia alla botanica, dalla biologia alla psicologia, allo studio delle passioni, dell'anima, dell'amore e della morte, dell'amicizia, della logica, del metodo di ricerca: tutti questi campi costituiscono il nucleo ricco e variegato sul quale indagarono i Presocratici (o, se si vuole, i Preplatonici), i veri iniziatori del nostro pensiero scientifico e filosofico, tra VI e IV sec. a.C. Del loro enorme e ricchissimo patrimonio culturale si servì poi, inquadrandolo in nuovi orizzonti, e con nuove prospettive, il genio di Platone e di Aristotele. I saggi raccolti in questo volume, scritti in un arco di tempo di circa quarant'anni, vogliono essere una testimonianza del girovagare e del cercare, in quel vastissimo campo, consonanze e divergenze non solo tra alcuni dei grandi protagonisti di quelle avventure intellettuali, ma anche tra di loro e noi uomini dell'oggi: una testimonianza di quanto ancora oggi quelle indagini e quelle intuizioni ci servano a pensare e a riflettere su di noi e sul nostro mondo. -
La favola nelle letterature europee
I testi qui raccolti contribuiscono a individuare la tradizione della favola nella molteplicità delle linee che la caratterizzano, dei suoi generi e sottogeneri, in Italia e all'estero. Vi sono riletture storico-critiche e strutturali, quelle antropologiche e sociologiche sulla favola nella letteratura popolare e per bambini; o quelle formali che rivelano la favola come genere prediletto per la satira artistica o sociale segnata d'umorismo; e quella psicologica della favola come massima espressione dell'homo narrans. Il II seminario internazionale sulla favola ci presenta molte e talvolta poco considerate sfaccettature di questo genere letterario - nelle parole della curatrice Daniela Marcheschi: «scrittura portata al massimo grado del romanzesco». Introduzione di Daniela Marcheschi, interventi di Caterina Arcangelo, Guido Conti, Nicola Dal Falco, Sofia Gavriilidis, Ulrike Kindl, William Louw, Pauline Macadré, Luísa Marinho Antunes, Peter Merchant, Piero Paolicchi, Lucia Pascale, Annabela Rita. -
Fisica e metafisica del cinema. Il «battle study» dal muto al digitale
«Nulla può darsi in qualunque situazione bellica senza l'esatta conoscenza dell'elemento di fondo: l'uomo e la sua morale». È quanto scrive lo stratega Ardant du Picq, morto in battaglia (Longeville-lès-Metz, guerra franco-prussiana, 1870), nell'incompiuto ""Études sur le combat"""", noto come """"Battle Studies"""", ancora oggi testo di riferimento per chiunque intenda misurarsi con il tema del combattimento in pace o in guerra. Sì, anche in pace. Non sempre, infatti, si tratta guerra guerreggiata, tra opposti eserciti. Leggendo, nel corso del volume, i capitoli su Napoli o Boston o Parigi, alternati con quelli sulla Grande Guerra o il Vietnam o la Cecenia, il lettore viene infatti chiamato a condividere una visuale complessiva - tipica del cinema, che del tema ha fatto uno dei suoi punti di forza - della nozione di conflitto etico e umano in senso lato. Perché la qualità del grande cinema sta appunto nel suo innalzare, in virtù dell'immagine-movimento, un evento fisico come la battaglia a evento metafisico, a proprietà intrinseca, tale da esaltarne i principi della metafora e della metonimia, del latente e del manifesto, del connubio estetico tra reale e immaginario."" -
Lo stolto. Di Socrate, Eulenspiegel, Pinocchio e altri trasgressori del senso comune
Socrate, Till Eulenspiegel, Pinocchio, ma anche Solone, Bruto, i profeti di Israele, Bertoldo, Giufà. Sono innumerevoli i personaggi che trasgrediscono il senso comune; figure spesso ridicole, ma portatrici tutte di verità inquietanti di cui la ragione dominante diffida, delle quali tuttavia non può fare a meno. Ciò che si mantiene nella fiaba, nel romanzo, nella letteratura filosofica e religiosa non è tanto la fisionomia dell'insensatezza quanto il suo rapporto conflittuale di esclusione/complementarietà con la ragione, con il sistema dei valori etici e affettivi accettati come fondamentale norma di convivenza. Lo stolto e la stoltezza non costituiscono un elemento chiaramente definibile e persistente della tradizione culturale europea, un topos, ma piuttosto un'incognita alla quale ogni volta si attribuisce ciò che disturba il senso comune. È il senso comune che stabilisce quel che deve apparire ripugnante, ridicolo, riprovevole. La figura dello stolto e l'immagine della stoltezza mutano perciò a misura dei cambiamenti del senso comune e della razionalità che le definiscono, serbando tuttavia, di mutamento in mutamento, importanti tratti del passato. -
Senza la speranza è impossibile trovare l'insperato. La speranza «antica», tra páthos e areté
Questo contributo intende riflettere sulla - antica e, insieme, attualissima - nozione di speranza (spes in latino e elpís in greco) a partire da una breve indagine etimologico-semantica (a cui si torna, chiudendo il cerchio, al termine del saggio), nella convinzione che la riflessione sulle parole e sulle loro origini possa donare alcune feconde piste al pensiero. Due le linee direttrici: speranza come páthos, ovvero come passione, sentimento o desiderio, e speranza come areté, come ""virtù"""", nozione che, nel senso greco e, più nello specifico, aristotelico del termine, implica capacità di amministrare correttamente la passione: si assiste alla messa in campo di un """"versante attivo della speranza"""", e il """"sogno ad occhi aperti"""" diventa prassi, si fa progetto. L'itinerario si interseca con altre nozioni: la paura (che dirige il soggetto nella direzione opposta rispetto alla speranza), il rischio (a cui la originaria vocazione all'""""apertura"""" prodotta dalla speranza è connesso e che richiede un'opera di """"saggia amministrazione""""), la fiducia (a cui la speranza è costitutivamente intrecciata e che chiama in causa un altro profilo della riflessione, quale quello educativo)."" -
Il problema della filosofia moderna
Ecco alcuni dei temi discussi da Marino Gentile: Regno dell'uomo, matematismo e meccanicismo/Il matematismo del Galilei/Il meccanicismo nel pensiero di Bacone/Descartes come fondatore della filosofia moderna/La funzione del matematismo nel sistema cartesiano/I due centri di certezza nel sistema cartesiano/Le aporie del cartesianesimo/Le difficoltà del matematismo/La «res extensa»/Cartesio e Spinoza /Risoluzione del cartesianesimo nello spinozismo/Spinoza e Cartesio/Le caratteristiche del razionalismo spinoziano/Il matematismo spinoziano/Occasionalismo e pascalismo/Esteriorità e interiorità nella conoscenza (Locke e Leibniz)/ Gli elementi della «modernità» nel pensiero del Locke/Il matematismo come limite dommatico della ricerca lockiana / Il dualismo d'interiorità ed esteriorità/Leibniz e la sua ripresa al matematismo antico/Matematismo antico e matematismo moderno/Polemica vichiana e prevalenza del matematismo nella cultura illuministica/Superamento kantiano del matematismo e suoi limiti/La filosofia kantiana come ricerca assoluta/Dall'estetica e dall'analitica alla dialettica/Il matematismo e le aporie della dialettica/Il matematismo come limite della ricerca kantiana. -
Un esempio di pensiero nichilista contemporaneo. Lettura critica del libro di Umberto Galimberti «Psiche e techne»
Il nichilismo di cui è impregnato l'orizzonte nel quale siamo immersi viene criticato al suo alto livello di espressione, quello tematizzato dal dispositivo teorico di U. Galimberti. C'è un nichilistico filo teoretico che unisce Heidegger, Galimberti e Severino: l'oscuramento del capitalismo nello scenario della tecnica. Come Heidegger, Galimberti presenta lo sviluppo della tecnica planetaria mosso esclusivamente da una sua intrinseca spinta all'autopotenziamento ininterrotto. Come Severino, egli si raffigura un capitalismo che, avendo nella tecnica la condizione indispensabile per raggiungere il proprio fine, tende a subordinarlo al potenziamento della tecnica, e tende quindi a perdere, con esso, la propria specifica natura. Severino, infatti, parla dell'attuale sistema mondiale come di un modo di produzione scientifico-tecnologico, più che capitalistico. Per Galimberti non c'è dunque varco pensabile nell'orizzonte dell'epoca presente, ed offre solo una filosofia (teoreticamente povera) dell'impotenza che adatta il pensiero al tempo storico (ecco il suo nichilismo). Ma il sistema capitalistico tecnicizzato non è la fine della storia. Occorre mettersi in cammino verso la realtà. -
Alle origini della filosofia della cultura
In queste pagine si afferma il principio che le concezioni della natura svolte dai presocratici sono il risultato della proiezione dei problemi del mondo umano sull'universo fisico: è da respingere l'opinione per cui il pensiero filosofico all'inizio si sarebbe occupato esclusivamente dei problemi alla costituzione del cosmo e solo in tempi più recenti avrebbe rivolto la propria attenzione ai problemi relativi all'uomo. In questo libro si possono trovare i principali motivi che caratterizzano il pensiero di Mondolfo, che evidenzia le tendenze poliedriche dello spirito ellenico e la varietà e il contrasto delle sue manifestazioni nel pensiero dei filosofi greci, dimostrando come negli scritti di alcuni di essi si possa trovare il riconoscimento esplicito dell'importanza del soggetto umano nella gnoseologia, nell'etica e nella teoria delle creazioni culturali. La concezione della filosofia come «problematicità» non porta mai l'autore alla conclusione sconsolata del problematicismo e neppure a quella degli scettici. Al contrario: il lavoro filosofico contribuisce a rendere la coscienza dei problemi sempre più chiara e profonda. -
Moralisti greci. La coscienza morale da Omero a Epicuro
La formazione dell'ideale filosofico costituisce un momento di grande importanza nella storia dell'etica greca e forma il vincolo più intimo ed essenziale di continuità sia tra la riflessione morale più antica e l'indagine naturalistica che caratterizza fin da principio la filosofia presocratica, sia, più tardi, fra questo naturalismo e l'umanesimo di Socrate. L'interesse conoscitivo verso la natura appare al principio della filosofia. Per la tradizione anteriore l'uomo, mortale e limitato, doveva pensare unicamente cose umane, cioè limitate e mortali, rinunciando alle divine, che si dichiaravano privilegio degli dèi, difeso dalla loro gelosia. Nell'attribuire all'uomo la capacità di pensare alle cose divine, e nel farlo in tal modo partecipe del divino, convertiva in un'obbligazione sacra per lui quello che la saggezza anteriore gli vietava come insolenza (hybris) ed empietà. La filosofia pertanto diviene per i moralisti greci la forma più eccellente ed efficace di purificazione spirituale (catharsis); e l'attività del filosofo una missione di illuminazione e liberazione. Socrate personificò questa missione, nella sua vita e nella sua morte. -
Lato di ponente
"Lato di ponente"""" raccoglie pensieri e riflessioni di Margherita Guidacci, quasi tutti finora inediti. Libro difficile da definire anche per la stessa autrice, con il ritmo della poesia e la concretezza della prosa, intessuto di citazioni che sono per lei voci dialoganti: Qohélet, Agostino, Pascal, Donne, Dickinson, Leopardi, Rilke, Kafka, Valéry, Eliot. Una miniera nascosta, un diario-taccuino di lavoro in cui sono registrati i segni di una profonda crisi. La scrittura resta comunque limpida e ferma, e, come sempre nei suoi libri, ha il dono grande della semplicità, sia che si rapprenda in una forma essenziale da frammento presocratico o da """"quartetto"""" eliotiano, sia che si distenda in composizioni di più ampio respiro meditativo. Assemblato in fretta - presentendo ormai vicina la fine del proprio viaggio umano - """"Lato di ponente"""" rivela una natura composita, smentita però sul piano tematico, nella costante ripresa e indagine di alcuni motivi chiave (primo, tra tutti, il tema del tempo) che legano i pensieri in una totalità profondamente coerente, aprendo nuove, fertili prospettive d'indagine anche sulla sua opera poetica." -
Felicità possibile. Esercizi filosofici su sofferenza, desiderio e tempo
Nel nostro scenario sociale, dove circola ormai stabilmente un multiforme disagio esistenziale, quali sono le condizioni di possibilità della felicità? Intendendo con ciò non gli occasionali momenti di ""positività"""", ma la vita felice. Ossia l'esistenza che conosce quel senso di pienezza prolungato, seppur ad intensità variabile, che scaturisce dall'avvertire che i semi in cui è racchiusa la propria unicità hanno iniziato a germogliare e a dare frutti. Il libro affronta la questione impiegando uno strumentario teorico-concettuale non solo filosofico, ma attinto anche dal più ampio campo delle scienze umane. Si pone in ascolto della domanda di felicità che proviene dal presente e prova a rispondervi soffermandosi su tre nuclei essenziali dell'esperienza umana: la sofferenza, il desiderio ed il tempo. Inoltre riserva attenzione alle inquietudini dei soggetti adolescenti, ai quali è dedicata una proposta educativa concernente l'intelligenza pratica. I numerosi fili del discorso vengono intessuti con uno stile che coniuga il rigore delle argomentazioni con un linguaggio che parla anche ai non specialisti."" -
Piccola storia dell'Irlanda
Questa Piccola storia dell'Irlanda nasce in parallelo alla stesura di un saggio che raccontava l'epopea della resistenza irlandese e il sacrificio di Bobby Sands e dei suoi compagni determinati fino alla morte in difesa dei loro diritti, e ne costituiva il naturale ""antefatto"""". Se dal punto di vista storico non era facile chiarire l'estraneità degli irlandesi (gaelici e cattolici) dai britannici invasori. Non si poteva dire la stessa cosa per il presente. Un excursus storico di più di 700 anni, dall'invasione dell'Irlanda da parte degli anglo-normanni alla proclamazione della repubblica indipendente d'Irlanda del 1916 e alla successiva spartizione, con le relative conseguenze discriminatorie, politiche e sociali, per la minoranza cattolica, nell'ultra-artificiale Irlanda del Nord. Il libro contiene anche il saggio originario, con una descrizione degli eventi più significativi, a partire dai disordini (i troubles) del 1969, per arrivare ai giorni nostri e un'analisi dell'Accordo del Venerdì santo, come evoluzione del processo di pace, avviato nel 1993."" -
Le porte del silenzio. Il libro degli insegnamenti di Imdah
«Le porte del silenzio» è una raccolta di sentenze tratte dagli insegnamenti che il maestro Imdah ha trasmesso in astrale negli ultimi anni. Ogni pagina apre una porta verso mondi sconosciuti della nostra interiorità, accompagnando l'anima in un cammino di consapevolezza profonda. -
L' animalizzazione dell'essere umano nel capitalismo
"I filosofi ci accompagnano nel tempo della nostra vita, e imprimono svolte creatrici ai concetti che noi stessi formuliamo. Il presente testo è il risultato del tempo trascorso assieme agli scritti di Costanzo Preve, della sua presenza nelle mie riflessioni, del confronto dialettico e dello scontro vivo, alimento continuo e condizione sine qua non, perché emergessero i temi, le problematiche, le riflessioni sull'ordito del mondo storico. L'indugiare assieme con lo sguardo dialettico è la cifra del pensiero vivo, mai schematico o prefabbricato, e questo è realmente comunità. Mi piace ricordare la metafora dello sguardo della civetta con la sua profondità orizzontale e verticale, che tematizza il noto, e consente al reale di diventare razionale. Se tutto ciò manca, il pensiero resta spoglio, e l'essere umano animalizzato, involuto nel suo abbandono etico. Ciò che, invero, può consentire di trascendere tale tragica condizione è una maturazione del pensiero, di quello che si configura, prende forma, in maniera solare, dal caos latente che nutre le nostre azioni.""""" -
Spinoza
Chi si accosta a Spinoza quasi sempre sta cercando un maestro di vita. Alain vede appunto in Spinoza essenzialmente un saggio, che cerca la verità per fondare su di essa una vita giusta e felice. E la verità sta nel riconoscere che le cose e gli altri non esistono in funzione nostra, ma seguono una propria legge necessaria; capirlo può portare a sottrarsi alla loro influenza (cioè alle passioni), ad agire in modo autonomo, cioè in base alla propria natura, a realizzare così se stessi e quindi ad essere felici. Questo dice lo splendido congedo che Alain rivolge ai lettori della sua presentazione di Spinoza, ed è un viatico alla lettura. «[...] À chacun de fêter sa Pentecôte, qui consiste à jouir du bonheur de penser, et à pardonner à Dieu. C'est là l'idée la plus cachée et la plus pacifiante. Repousser de soi le Pascal qui ne cesse d'importuner Dieu. Et soyez heureux». -
Di argini e strade. Un racconto di pianura
Un'antica storia - quella di una rivolta per il pane scoppiata sul finire del XV secolo in una città della pianura padana - si incrocia con la scelta di un ragazzo di prendere parte alla guerra partigiana. Condannato a morte dai tedeschi, nei giorni che precedono l'esecuzione è questa storia dimenticata, che ha accompagnato la sua infanzia e che è sfumata ormai nei toni della leggenda e del sogno, che lui riprende a raccontarsi, fino a farne la sua storia. Ritrovando e ricucendo i fili del racconto, è il suo stesso destino che finisce per incontrare. -
Solo l'irraggiungibile. Frammenti di cronaca interiore
"Estratte da un più ampio insieme di pensieri, immagini, sensazioni, queste pagine delineano un percorso che ha caratterizzato, assieme alla mia vocazione artistica, la mia realtà di essere umano. Costituiscono, unitamente ai due precedenti libri Come una foglia a primavera e Vento di sogni, una piccola trilogia sui generis della vita interiore, il farsi di un'identità nel susseguirsi degli attimi di vita, i moti del cuore e le folgorazioni della mente, la loro traccia lieve più dell'aria in ricordi e rimpianti. Sono gli attimi che sostanziano la realtà nel flusso della vita in perenne mutamento, nel quale il nostro io terreno è solo l'affascinante Chimera che seduce con le sue ingannevoli lontananze. Scelgo di non apporre date; la cronologia è, infatti, puramente intuitiva. Paesaggi e stati d'animo contrastanti si alternano secondo le """"intermittenze del cuore"""", in una ciclicità nella quale il tempo - suprema illusione della nostra finitezza - è annullato e l'anima è se stessa in ogni attimo della sua vita. Le esperienze della maturità rifluiscono allora nella giovinezza e l'età senile trova rifugio nell'infanzia serena, in un'ideale continuità di sentimento.""""" -
Recitare il tempo. Le voci della «Heimat» di Edgar Reitz
«Il racconto-fiume seriale di Edgar Reitz impiega personaggi-attori che compongono la Heimat degli spettatori. Una patria di finzione disseminata di figure che si rincorrono nei primi tre cicli e infine, in ""Heimat-Fragmente: Die Frauen"""" (2006), viene sostituita dalla soggettività della protagonista, Lulu, che incorpora frammenti dell'opera-mondo come atti di memoria filmica riattualizzata. Per comprendere chi sono i principali attori di """"Heimat"""" e cosa fanno in questo grande ciclo, che abbraccia (e oltrepassa) l'arco cronologico 1919-2000, occorre, come fa Barbara Rossi nel suo saggio introduttivo, ricordare sia la loro formazione che ripercorrerne le biografie artistiche: tutte si definiscono infatti a partire dall'incontro con Edgar Reitz» (dalla Introduzione di Cristina Jandelli). Prefazione di Henry Arnold. Postfazione di Sergio Arecco. Saggio di Michele Maranzana: """"Reitz e la macchina del tempo. Appunti per un itinerario filosofico"""". (Inserto iconografico)."" -
Hegel Marx Heidegger. Un percorso nella filosofia contemporanea
Un percorso nel pensiero degli ultimi due secoli attraverso Hegel, Marx e Heidegger può aprire orizzonti imprevisti secondo le letture tradizionali. Hegel ha proposto un modello filosofico di padronanza concettuale delle nuove contraddizioni specifiche della modernità sulla base della stretta unione fra il recupero positivo dell'esperienza del negativo e del conflitto e la salvaguardia di un orizzonte trascendentale logico ed ontologico. Si tratta di un modello ancora valido, ed anzi insuperato nelle sue linee essenziali. Marx ha concretizzato il rapporto filosofico fra negativo e positivo come rapporto storico intermodale fra capitalismo e comunismo e ha creduto di far bene abolendo l'orizzonte trascendentale logico ed ontologico, voltando le spalle a Hegel preferendogli la soluzione teorica dell'ultimo Schelling. Questa soluzione può rovesciarsi facilmente in positivismo, come in effetti è avvenuto. Heidegger ha restaurato l'approccio trascendentale di Hegel in un modo assolutamente nuovo. La sua soluzione riflette una diminuzione della padronanza progettuale degli uomini sulla loro società a causa della risoluzione della storia della metafisica occidentale in tecnica planetaria.